Desidero portare alla vostra attenzione una situazione problematica verificatasi di recente nel vostro negozio.
Mia moglie, affetta da disabilità (disturbo dello spettro autistico e grave ansia sociale), si è recata nel vostro negozio per fare degli acquisti. Alla cassa, ha presentato una carta regalo Leclerc, ricevuta in dono, insieme alla ricevuta d'acquisto.
La carta non ha funzionato nonostante i numerosi tentativi della cassiera, quindi ha chiesto spiegazioni. È intervenuta una donna alta con i capelli corti e neri, identificata come "Sandrine".
Questa donna si è rifiutata di accettare la ricevuta d'acquisto e ha ripetutamente affermato, a voce alta e udibile dagli altri clienti, che "per quanto la riguardava, la carta non era stata pagata", senza effettuare un controllo approfondito né offrire una soluzione alternativa. L'episodio si è verificato in una cassa prioritaria, durante una fascia oraria "silenziosa" – un sistema specificamente progettato per migliorare l'esperienza delle persone con disabilità fisiche o neuropatiche.
Questo episodio ha causato a mia moglie grande disagio e umiliazione, aggravati dall'esposizione pubblica dovuta all'attesa in coda.
Successivamente, presso il banco del servizio clienti del negozio, non è stato possibile ottenere una spiegazione chiara, nemmeno dalla responsabile di cassa, che, a suo dire, "lavora lì da 19 anni".
Tuttavia, un altro punto vendita Leclerc, contattato telefonicamente, è stato in grado di individuare la causa del problema e di offrire una soluzione in pochi istanti.
Alla luce di questi fatti, mettiamo in discussione la gestione di questa situazione e l'assistenza fornita ai clienti, in particolare a quelli con disabilità.
Stiamo valutando la possibilità di segnalare l'accaduto alle autorità competenti affinché venga avviata un'indagine approfondita. Ci auguriamo che si tratti di un caso isolato, ma è ovviamente inaccettabile che un simile affronto alla dignità di una persona venga tollerato.