Un anello con rilievo, carattere e respiro
Il Tour de la Rhune non è una passeggiata sulla spiaggia. È un percorso per chi ama sentire la strada prendere vita sotto le ruote, cambiare scenario nel giro di pochi chilometri e passare da un tranquillo villaggio basco a un passo più impegnativo senza inutili passaggi.
(fonte: decathlon outdoor)
Partendo da Ascain o Sare, l'anello copre circa 34 chilometri con poco più di 600 metri di salita. Detto così, è comunque ragionevole. In bici, ci si rende subito conto che il profilo richiede buone gambe, soprattutto se si vuole mantenere un certo ritmo su tutto il percorso.
Ma è proprio questo che rende questa gita così piacevole. Il terreno non è mai monotono. Si sale, si rilancia, ci si ribalta, si attraversa il confine quasi senza accorgersene. E soprattutto si pedala ai piedi di La Rhune, la montagna che dà subito presenza al paesaggio.
Per raggiungere la zona senza vincoli, è bene prenotare il noleggio bici a Saint-Jean-de-Luz, una base molto pratica per pedalare tra la costa e l'entroterra.
Ascain o Sare: due buoni punti di partenza, due atmosfere
Ascain è spesso il punto di partenza più naturale. Il villaggio è vivace e facile da raggiungere, e ci si immedesima rapidamente nel soggetto. In pochi minuti, la silhouette della Rhune è già visibile. Le case Labourdine, le facciate bianche e rosse, i primi tornanti sullo sfondo: tutto crea l'atmosfera.
Sare, dal canto suo, offre un inizio un po' più tranquillo. La partenza è più dolce, con un'atmosfera più rurale, quasi più tranquilla. È una buona opzione se vi piace prendervi un caffè prima di partire o se volete evitare un po' di confusione in alta stagione.

In ogni caso, siete nel posto giusto per scoprire una delle zone più belle dei Paesi Baschi in bici. Se alloggiate nelle vicinanze, potete anche dare un'occhiata a noleggio bici ad Ascain o noleggio bici a Sare per raggiungere il cuore del percorso.
Ibardin: il primo vero riscaldamento
Da Ascain, si raggiunge Olhette e poi il passo di Ibardin. Spesso è a questo punto che il corpo si rende conto che non si tratta solo di una bella corsa. La salita non è interminabile, ma richiede uno sforzo pulito, senza partire troppo velocemente.
La buona notizia è che il paesaggio aiuta a resistere. Man mano che si sale sui tornanti, gli occhi si aprono gradualmente e l'oceano non è mai lontano. Quando la luce è chiara, si può quasi leggere l'intera costa nel paesaggio. Questo mix di aria di montagna e vicinanza all'Atlantico conferisce al percorso un sapore molto speciale.
La zona può essere molto frequentata, soprattutto nei momenti in cui i visitatori si dirigono verso le ventas. È quindi meglio partire presto, soprattutto in estate, per approfittare di un percorso più tranquillo e di temperature più gradevoli.
Bera e Lizuniaga: il versante basco spagnolo in tutto il suo sapore
Una volta effettuato il cambio, si avverte subito il cambiamento di atmosfera. La strada scende verso Bera, in Navarra, con quel pizzico di confine che rende sempre vivace la gita. Il villaggio ha molto carattere, con le sue belle case antiche, i suoi volumi massicci e le sue strade che fanno venire voglia di staccare la spina.
Questo è un altro dei lati positivi del Tour de la Rhune in bici: in poche decine di chilometri si cambia lingua, segnaletica e atmosfera, pur mantenendo un forte senso di continuità nel paesaggio.
(fonte: climbfinder)
Dopo Bera, è il momento di rientrare nel vivo del percorso con la salita al passo di Lizuniaga. Anche in questo caso, niente di insormontabile per un ciclista abituato ai percorsi collinari, ma bisogna accettare che l'anello deve essere conquistato. Non si tratta di una gita in cui si può trascorrere il tempo a ruota libera.
Se si desidera collegare più itinerari nella zona, il noleggio bici a Urrugne o il noleggio bici a Ciboure possono anche servire come base per esplorare tutta la costa basca meridionale.
Sare e Saint-Ignace: i Paesi Baschi da cartolina, ma nella realtà
Il ritorno a Sare porta spesso un secondo vento. Il villaggio ha quell'eleganza sobria che piace subito. Si vuole fare una pausa, riempire le borracce, fare uno spuntino e osservare la vita locale per qualche minuto.
Poi arriva il Col de Saint-Ignace, l'ultima grande salita dell'anello. È famosa per essere legata al treno della Rhune, ma in bici è un'esperienza diversa: più lenta, più fisica, con il piacere di sentire che si sta gradualmente chiudendo il cerchio.
Quest'ultimo tratto dà al percorso una vera personalità. Non è solo una serie di percorsi. C'è una coerenza, un filo conduttore, una logica di rilievo che fa sì che l'anello rimanga impresso nella mente per molto tempo dopo la sua conclusione.
Per chi vuole attenersi ai formati più dolci della zona, l'itinerario ciclabile da Saint-Jean-de-Luz a La Rhune offre un altro modo di avvicinarsi alle montagne, più accessibile e adatto alle famiglie.
A chi è rivolto questo itinerario?
Il Tour de la Rhune à bici si rivolge principalmente ai ciclisti che amano le uscite brevi e impegnative, con tanto di sollievo e ritmo. Non è necessario essere scalatori puri, ma è necessario apprezzare la serie di salti e saper gestire lo sforzo.
Su bici da strada, questo è un anello molto piacevole. Su una bici elettrica, diventa ancora più aperto a una varietà di profili, soprattutto se l'obiettivo è quello di godersi il paesaggio senza trasformare l'uscita in una sessione di intensità. In questo caso, il noleggio di bici a Hendaye o il noleggio di bici a Biarritz può essere utilizzato anche per costruire una vacanza in bicicletta più ampia sulla costa basca.
La primavera e l'autunno sono senza dubbio i periodi più piacevoli dell'anno. La luce è splendida, il numero di ciclisti è minore e i villaggi e i passi sono più piacevoli.
Cosa ci piace di questo tour, al di là dei numeri
Sulla carta, 34 chilometri non dicono molto. Sul terreno, invece, è tutto il contrario. Questo Tour de la Rhune racchiude molto in un percorso breve: una vetta emblematica come sfondo, tre passi, un passaggio in Spagna, veri villaggi baschi, ampie vedute sulla costa e la costante sensazione di pedalare in un territorio vivo.
È anche un percorso che fa venire voglia di tornare. Una volta completato l'anello, si può già individuare un percorso da provare un'altra volta, un punto di partenza da invertire, una variante da provare su una pista più tranquilla. Questo è spesso il segno di un buon percorso: non è solo un successo, ma dà subito idee su cosa fare dopo.
